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  • Aspetti psico-educativi nello Spazio Insieme

                                           (dott.ssa M. Scognamiglio)              

                                                     (dott.ssa F. Coviello)

            

 

 

 

  

 

ASPETTI PSICO-EDUCATIVI NELLO SPAZIO INSIEME

di Marianna Scognamiglio, educatrice e mediatrice familiare

 L’intervento psico-educativo realizzato all’interno dello Spazio Insieme permette all’operatore di porsi come osservatore partecipante e di seguire l’intero percorso che si sviluppa nello specifico setting.

In riferimento all’età del bambino si possono predisporre differenti attività ludico-espressive che  porteranno a rafforzare o evidenziare le abilità  cognitive e metacognitive; lavorando sulle sue risorse si permetterà di accrescere l’autostima e l’immagine di sé, talvolta oscurate da difficoltà che trovano la loro origine all’interno del nucleo familiare.

Il processo educativo nasce e si struttura grazie al gioco poiché attraverso questo il bambino vive molteplici esperienze , esperisce i propri bisogni e sentimenti, senza timori e senza angosce.

Il ruolo specifico dell’educatore è quello di osservare il minore, sostenere le sue capacità,  spronare a nuove scoperte.

La principale finalità dell’attività ludico-espressiva è  quella di  permettere al bambino l’espressione libera delle proprie emozioni  consentendogli di conoscere meglio i suoi limiti, ma soprattutto le sue abilità.

Prendendo sempre in considerazione la fase del ciclo vitale del minore i giochi proposti devono poter favorire l’utilizzo del problem solving e del coping per fare in modo che questi possa avvalersi delle sue capacità decisionali, scoprendo sempre nuove strategie.

Tali metodologie hanno una valenza psicologica-formativa perché lo incentivano alla creazione di nuove soluzioni, ipotesi  che successivamente gli consentiranno di esplorare nuovi contesti. L’uso di strumenti specifici, come quello dell’immagine  di un labirinto lo aiuterà a scoprire la via d’uscita, si farà in modo che il bambino si senta protagonista e sarà motivato a prendere decisioni che potranno migliorare le sue capacità decisionali e la sua autonomia.

L’attività ludica da un punto di vista psico-educativo è un percorso che procedendo per tentativi ed errori aiuta a sviluppare la componente cognitiva, a stimolare le capacità creative e il livello di socializzazione.

Nello Spazio Insieme si lavora a più livelli poiché l’educatore deve tener conto non solo della comunicazione verbale , ma anche  di quella analogica.

Può capitare, che il bambino possa sentirsi inadeguato, che agisca  atteggiamenti ansiosi mentre esegue un compito,  quindi sulla base di quanto osservato,va utilizzata un’apposita griglia per rilevare le informazioni necessarie.

 Sarà indispensabile capire se  è dotato di capacità attentive ,se ha sviluppato un corretto linguaggio in riferimento alla sua età cronologica, se si dimostra collaborativo o ostile. Una volta rilevate tutte le informazioni  si riuscirà ad elaborare uno specifico percorso educativo.

Si possono strutturare attività che oltre a rafforzare lo sviluppo cognitivo incidono anche sulla componente affettiva ad esempio comprendere, in determinate situazioni, se il minore si sente accettato o meno dalla sua famiglia, se ha elaborato un sentimento di abbandono, come vive il rapporto con i fratelli, e di conseguenza con i suoi pari e con il mondo adulto, diviene di primaria importanza.

In tal senso l’uso delle favole, da un punto di vista psicopedagogico, è fondamentale, perché attraverso una storia immaginaria si può riuscire a delineare  un vissuto molto vicino a quello della vita reale ed a trarne segnali significativi.

I racconti hanno un grande valore pedagogico,permettono ai bambini di fantasticare, di incentivare le capacità creative, per trovare analogie con la vita quotidiana e affrontare le medesime con maggiore serenità e consapevolezza.

I possibili invianti ad un percorso psico-educativo possono essere:

°    Gli insegnanti, qualora si manifestino nel bambino disturbi di ansia legati a momenti di tensione come ad esempio l’esposizione di un compito, sensazioni di impotenza appresa;

°   Mediatori familiari, nel corso della separazione,  qualora si ritiene che si debba facilitare la comunicazione tra la coppia genitoriale e il figlio, oppure tra un genitore ed il figlio/i figli con cui si sia stabilito un distanziamento;

°   Psicologi che seguono la coppia, ad esempio per un sostegno genitoriale, per l’apprendimento o il ri-apprendimento di modalità di relazione, interazione, cura limitate o dismesse;

°  Gli operatori sociali che, all’interno di un progetto integrato in rete, abbiano realizzato la presa in carico del nucleo familiare per un potenziamento o una verifica delle risorse genitoriali.

Condizione necessaria affinché il percorso possa essere educativo è che l’intervento debba integrarsi con il lavoro di altre figure professionali. Infatti l’intervento non può non prendere in considerazione le figure genitoriali di riferimento che gravitano intorno al bambino. Solo attraverso un lavoro di èquipe si possono rafforzare le risorse genitoriali focalizzando l’attenzione sul primario interesse del minore.

 

 

 
   

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